Riapre l’Heraion alla foce del Sele, il museo dove Hera è in 3D

Riapre l'Heraion alla foce del Sele, il museo dove Hera è in 3D

Riaprirà domani, 14 novembre 2013, il Museo narrante del Santuario di Hera Argiva alla foce del Sele. Per gli appassionati d’archeologia si tratta di un vero imperdibile gioiellino. Più che di reperti, questo museo narrante è fatto di videoproiettori, schermi, filmati, installazioni interattive, foto, effetti sonori. Il tutto per raccontare la storia del santuario e le vicende legate alla sua scoperta.

Il greco Strabone diceva che il santuario di Hera alla foce del Sele dista “cinquanta stadi da Poseidonia”, ossia nove chilometri dall’odierna Paestum. Essa fu fondata agli inizi del VI sec. a.C. dagli Achei di Sibari. In seguito al ritiro delle paludi si venne a formare un recinto sacro dedicato appunto a Hera, la dea della fertilità e delle messi. Negli anni Trenta gli archeologi Paola Zancani Montuoro e Umberto Zanotti Bianco individuarono questo luogo in cui sorgeva l’Heraion, ma i resti erano piuttosto esigui. Da qui l’esigenza di creare nuna nuova sede espositivache riuscisse a rendere i reperti e la storia del santuario comprensibile al grande pubblico.

Ospitato in una vecchia masseria ristrutturata, il museo parlante era stato chiuso nel 2010 a causa dell’esondazione del Sele. Ma, come anticipato, domani finalmente riaprirà i battenti. E’ davvero affascinate il progetto museografico, che restituisce grazie a ricostruzioni tridimensionali il paesaggio e la vegetazione originaria del luogo. Dunque la struttura espositiva tiene conto del sito circostante ed è pensata in modo tale da facilitarne la comprensione. Davvero d’impatto è la sala in cui, accompagnati da voci e suoni, si rievocano vecchi arredi ed attività del passato. Lungo il percorso si ricompone anche la storia degli scavi: tramite effetti speciali sembra stare sul sito insieme a Zanotti Bianco. Insomma, a Paestum l’archeologia è moderna ed è viva.

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