Il Paradiso Contemporaneo è alle Terme di Caracalla

Dopo un intervento di restauro durato dieci anni, riapre a Roma il Mitreo delle Terme di Caracalla mostrando al pubblico “Il Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto, progetto curato da Achille Bonito Oliva, in collaborazione con Ram – Radioartemobile. L’opera dell’artista, che promuove l’incontro tra storia e arte contemporanea, è in mostra in “Caracalla Paradiso Contemporaneo” fino al 6 gennaio 2013.

Il progetto “Il Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto viene allestito in una delle aiuole del giardino delle Terme di Caracalla, opera di Rodolfo Lanciani del primo decennio del Novecento, in cui il nuovo segno dell’infinito è realizzato con 109 reperti appartenenti alle Terme stesse, selezionati dall’artista tra marmi e mosaici. L’intero progetto nasce dalla riflessione sullo stato della vita sulla terra. È così che lo spiega l’artista stesso: “Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra. Terzo Paradiso significa il passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. Il Terzo Paradiso è il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale. Con il Nuovo Segno d’Infinito si disegnano tre cerchi: quello centrale rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso”.

Ma, come già detto, l’occasione dell’evento è quella della riapertura al pubblico del Mitreo. È questo il principale dei luoghi d’incontro dei seguaci del culto del dio Mitra ritrovati a Roma: lungo 25 metri, largo 10, con al centro la fossa sanguinis, una buca rettangolare profonda 2,5 metri in cui veniva praticato il sacrificio del toro. Con il restauro la fossa è stata messa in sicurezza e protetta, sono stati ripuliti tutti gli intonaci dell’aula, compreso l’affresco di Mitra; è stato poi liberato dal fango il mosaico a disegni geometrici in bianco e nero che decora il pavimento; è stata ripulita la petra genetrix, rilievo marmoreo dal quale doveva uscire il busto di Mitra, e sul quale è riconoscibile, tra le rocce, un serpente. Ripristinate le coperture, e con un nuovo sistema d’illuminazione, il mitreo torna a trasmettere ai contemporanei il senso di magia che doveva accompagnarsi ai culti misterici. Le visite al mitreo saranno possibili per gruppi di massimo 25 persone a turno, su prenotazione obbligatoria, dal martedì alla domenica.

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